Augusta dipinta

Conoscere o riscoprire la città attraverso la sua raffigurazione nei dipinti custoditi nelle chiese del centro storico. Si tratta di una iniziativa che con piacere avvieremo nei prossimi giorni e che si concluderà in prossimità dei festeggiamenti del Patrono S. Domenico.

Il progetto prevede l’inizio della visita dalla chiesa Madre dove si conservano due grandi pale d’altare che esplicano il tema del “divino” in veglia sulla città. Nel primo altare della navata destra è ubicata la tela raffigurante il patrono S. Domenico con le insegne dell’Ordine di Malta. L’ignoto artista ha voluto rappresentare il simulacro con le onorificenze che annualmente venivano poste in occasione dei festeggiamenti del 24 maggio. La parte inferiore della tela raffigura l’episodio della cacciata dei turchi per intercessione del Santo che sancì il rapporto di filiale devozione della città per il suo protettore.

 

 

 

All’interno della stessa chiesa, nel terzo altare della navata sinistra, è ubicata la pala raffigurante La SS. Trinità con S. Lucia (patrona principale di Siracusa e della Diocesi) e S. Emidio protettore dai terremoti. Nella parte inferiore una suggestiva immagine della città con la cortina difensiva e gli svettanti campanili che dominano sulle casupole dei pescatori.

 

 

 

Uscendo dalla chiesa Madre dalla porta laterale che immette in piazza d’Astorga si raggiunge la chiesa di S. Domenico. Alla quadreria di questa chiesa è ascrivibile la tela ovale raffigurante la tradizionale immagine del Santo Patrono nell’atto di cavalcare un bianco destriero. Il contesto è quello della città vista dalla terraferma con le mura fortificate e la prima porta di terra.

 

 

Dalla chiesa del Patrono si raggiunge la vicina chiesa della confraternita dei naviganti dedicata a Maria SS. Annunziata. In questa chiesa, nel secondo altare a destra è ubicata la pala centinata della Madonna delle Grazie (antica patrona della città) con la rappresentazione della città vista dal Monte Tauro.

A poca distanza dalla chiesa dei naviganti è la chiesa di  S. Giuseppe, sede della confraternita dei “mastri”  Qui, nel primo altare a destra è esposta la pala raffigurante S. Barbara con una raffigurazione della città che potrebbe essere la più antica dei dipinti esistenti. La tela è l’unica che non è stata mai oggetto di restauro e pertanto risulta poco leggibile.

 

 

Il tema di Augusta dipinta si conclude con l’illustrazione di una pala d’altare (oggi perduta) raffigurante la Madonna degli Angeli con S. Francesco e S. Chiara e il paesaggio di Brucoli. La tela era stata commissionata nei primi decenni del Seicento al siracusano Mario Minniti, allievo del Caravaggio per l’altare maggiore della chiesa di S. Francesco d’Assisi dei padri Cappuccini, poi demolita nel 1933. Custodita per qualche tempo nella chiesa del Soccorso, unitamente all’altra pala d’altare del Minniti raffigurante la Madonna dell’Indulgenza, è scomparsa sul finire degli anni sessanta. Delle tele nessuno è stato in grado di fornire sufficienti informazioni. I due dipinti sono stati oggetto di uno studio pubblicato nell’Archivio Storico Siracusano con il corredo fotografico che costituisce l’unico documento che attesta l’esistenza dei dipinti.

Questo progetto culturale ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza alla conoscenza e alla tutela del patrimonio storico artistico della città.

 

 
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