Un centro espositivo per le memorie di Augusta

In occasione delle recenti festività ho avuto il privilegio di visitare il Centro Studi Devozioni Popolari allestito da Tanino Golino in un basso del centro storico di Canicattini Bagni.  Solamente la devozione, l’ amore e la  passione per le testimonianze del passato possono permettere la realizzazione di un luogo come quello – appunto – realizzato a Canicattini Bagni. Entrando il quel “contenitore” di memorie, ammetto di aver pensato continuamente alla mia Augusta e ai tanti “segni” che con fatica tanti cultori della tradizione salvano quotidianamente dall’oblio e dall’indifferenza di molti che avrebbero anche il dovere civico e morale di tutelare. La ricca collezione di reliquie, i simulacri del Bambino Gesù, gli ex voto e i pezzi di oreficeria, le statue in ceroplastica ed ancora le insegne confraternali e le memorie del canonico Aiello mi hanno riportato alla mente le tante opere che ho avuto modo di ammirare nelle chiese della mia Augusta e, purtroppo – senza la necessaria cura e attenzione che meriterebbero.

Il Centro Studi Devozioni Popolari di Canicattini per lo zelo di Tanino Golino ha il merito di aver salvato dall’oblio le “memorie religiose” che – se non recuperate – rischiavano di andare perdute. Oggi più che mai abbiamo il dovere di raccogliere, custodire e trasmettere a futura memoria i “segni” del nostro sentire. Penso ai numerosi e ricchi parati sacri frutto delle abili mani delle monache benedettine, penso alle argenterie e agli ex voto in oro e argento offerti per grazia ricevuta ai simulacri della Vergine e dei Santi venerati nella nostra città, penso alle reliquie e reliquiari della chiesa Madre, penso alle insegne delle nostre confraternite e corporazioni; penso alle vesti e insegne canonicali della nostra Collegiata. L’ultima veste – quella appartenuta al canonico Francesco Nizza – mi è stata appositamente affidata per fini espositivi e per far conoscere l’antico rito detto “a’ strascinata e curi”. Penso ancora alle stampe devozionali o alle macchine processionali che andrebbero inserite in un percorso espositivo per riscattare dall’oblio le rinomate maestranze locali che nel XVIII secolo produssero opere di eccezionale interesse. Qualche anno addietro era stato identificato nel Convento di S. Domenico il luogo ideale per custodire le memorie del nostro passato, mi auguro che i lavori di restauro possano essere ultimati al più presto per far si che i “segni” della storia e tradizione di Augusta non vadano perduti. Al momento posso semplicemente esprimere a Tanino Golino e alla “sua” Canicattini i complimenti per aver salvato l’identità religiosa del popolo Ibleo.

 

Giuseppe Carrabino

 
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