L’Oratorio del Rosario di Augusta. Una testimonianza di gratitudine dei Cavalieri dell’Ordine di Malta

Da diversi mesi a causa della mancanza dei fondi sono stati sospesi i lavori di recupero e consolidamento del complesso conventuale dei frati predicatori annesso alla chiesa di San Domenico. Avevamo constatato lo scorso anno – in occasione della manifestazione “cantieri aperti” – gli interessanti ritrovamenti sia nell’area del chiostro che all’interno dell’edificio conventuale ed auspicavamo il celere completamento di un progetto che avrebbe rappresentato la concreta possibilità per creare un contenitore culturale di grande respiro.

Numerose pagine di storia patria fanno costante riferimento al ruolo del convento e dei frati predicatori nella vita della città. Dalla costruzione dell’edificio avvolta da una tradizione secolare che attribuisce allo stesso San Domenico l’identificazione del sito; l’arrivo del beato Reginaldo d’Orleans e la piantumazione di un bastone che si tramuta misteriosamente in un cipresso verdeggiante; e poi l’arrivo dei turchi e la distruzione del convento, la ricostruzione ad opera di un frate augustanese, il terremoto del 1693 e tante altre pagine che rievocano momenti gioiosi e dolorosi della realtà domenicana di Augusta.

Il dono del Gran Maestro Isle Adam

Rammentiamo il dono di un Oratorio – poi dedicato a Nostra Signora del Rosario – da parte dei Cavalieri di Malta in segno di gratitudine per l’ospitalità ricevuta nel 1529 dalla città di Augusta. Per disposizione del Gran Maestro dell’Ordine Isle Adam, fu edificato un Oratorio all’interno del Convento prima della loro partenza da Augusta per l’isola di Malta. La munificenza dell’ordine melitense fece si che Augusta custodisse una preziosa testimonianza della loro presenza. Dopo la battaglia di Lepanto del 1571 l’Oratorio venne dedicato al culto della Vergine del Rosario con quindici lunette raffiguranti i Misteri del Rosario ed una pregevole pala, sistemata al centro dell’altare, con la Vergine, San Domenico e San Pio V.  

 

 

questa tela è stata dipinta dal giovane Michele Spinali nell’ambito di un progetto dal titolo: la tradizione domenicana di Augusta che ripercorre in dodici "quadri" i momenti salienti della storia e tradizione domenicana di Augusta dalle origini ai giorni nostri. Le tele sono provvisoriamente esposte nelal chiesa delle Grazie in attesa che si renda fruibile l’ex Convento di S. Domenico.

 

 

 

Un tentativo di recupero

Nella seconda metà del XIX secolo, a seguito della cosiddetta legge eversiva, i frati furono cacciati dal convento che divenne proprietà demaniale. L’Oratorio fu smantellato e i dipinti furono provvisoriamente sistemati in locali annessi all’attigua chiesa del patrono. Negli anni settanta del novecento ciò che rimase del corredo pittorico dell’Oratorio fu trasferito nel museo civico che, purtroppo, non fu mai aperto al pubblico.

Di quei dipinti si sono salvate alcune lunette e la pala d’altare che, negli anni scorsi, è stata restaurata dalla Sovrintendenza di Siracusa per interessamento della nostra concittadina Carmela Vella dirigente della Sezione per i Beni storico-artistici.

 

Si tratta – forse – di uno dei più interessanti dipinti custoditi nella nostra città. E’ auspicabile che nel contesto dei restauri previsti nella struttura conventuale, possa essere recuperato l’antico Oratorio quale testimonianza storica della gratitudine dei Cavalieri di Malta ospiti della città.

Il locale potrebbe ospitare non solo i dipinti opportunamente restaurati ma anche i reperti lapidei rinvenuti durante gli scavi all’interno della chiesa di S. Domenico.

Del resto, basterebbe semplicemente riaprire il varco che dalla chiesa immetteva nell’Oratorio per recuperare questo ambiente di un certo rilievo storico per la città e per lo stesso ordine melitense.

 

Giuseppe Carrabino

 

L’articolo – oggi riveduto in alcune parti – è stato pubblicato su:

http://www.augustaonline.it/ il 24 Ottobre 2005 e successivamente recensito nel sito:

http://www.associazionefinisterre.it/cittamelitensi/cittameliense_index.htm dell’associazione Finisterre che si occupa di recensire i luoghi dove l’Ordine di Malta ha fatto la sua storia.  

 

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