IL CALCO DELL’ADDOLORATA NEI “FURMI” DI ILATI E MUSTARDI

 

Il capitolo sesto del volume di Elio Salerno “I FURMI – stampi in terracotta esistenti presso famiglie augustane” pubblicato nel mese di Ottobre 2005 è interamente dedicato alle “Immagini Sacre e religiosità” del nostro popolo. Il volume analizza la ricca collezione di calchi ricavati dalle formelle di terracotta per la preparazione di ilati e mustradi che il noto appassionato cultore di cose patrie ha raccolto grazie alla disponibilità di amici, conoscenti e famiglie di Augusta. I calchi sono esposti nella sua biblioteca in appositi pannelli e attendono – speriamo un giorno non tanto lontano – di essere fruiti dall’intera comunità. Salerno ha infatti destinato questa preziosa raccolta a quel tanto agognato museo che auspichiamo possa essere allocato nei locali dell’ ex Convento di S. Domenico quando questi sarà restituito alla città dal trentennale restauro.

Tra i calchi che ha pubblicato e che hanno specifica attinenza con la Pasqua, vorrei segnalare quelli di chiara ispirazione mariana e che evocano il dolore di Maria. In particolare il calco 112 (cm. 10 di diametro) dove è raffigurata l’Addolorata; “ritratta fino al seno secondo la corrente iconografica più comune con un pugnale che le trafigge il petto. Il volto sorretto dal collo ingrossato dal turgore delle vene è rivolto verso l’alto ed esprime smarrimento e angoscia che bene si colgono nella appropriata e minuziosa distribuzione dei volumi rilevati e dalle parti leggermente cave.

Per rimanere nel tema del dolore di Maria, osserviamo il calco 113 (cm. 11 x 9 – terracotta nocciola). In esso è rappresentato un cuore alla cui sommità si sviluppa una fiamma dai molteplici simboli, tra i quali la Fede e la Carità; la luce, cioè che fa sperare in Cristo. In prossimità della fiamma, a destra, si nota l’impugnatura di un pugnale la cui lama diagonalmente trapassa il cuore, e la punta riappare dalla parte opposta verso il basso. Elegante e stilisticamente armoniosa la fattura. Efficaci gli effetti chiaroscurali. Trattata con scrupolosa precisione da armiere, l’impugnatura è guarnita di rocchetto elicoidale e crociera a “S”.

Il servizio fotografico a corredo del volume fu realizzato dall’amico Franco Manzella che ben volentieri prestò la sua collaborazione per questo progetto culturale finalizzato a salvaguardare il patrimonio della tradizione.

 

Giuseppe Carrabino

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