INSEGNE E ABITI RITUALI DELLA SETTIMANA SANTA DI AUGUSTA

 
 

 

Con la Domenica delle Palme ha inizio ad Augusta il ricco calendario delle annuali celebrazioni della settimana santa. Nel pomeriggio in chiesa Madre ha luogo l’esposizione del SS. Sacramento per le tradizionali Quarantore ed ha inizio il turno di adorazione delle confraternite cittadine che sfileranno con le insegne che le caratterizzano.

Tra i tanti aspetti peculiari di queste giornate sono da segnalare gli abiti penitenziali delle confraternite costituiti dal sacco, visiera e mantellina variopinta. Questi abiti rammentano il significativo ruolo delle confraternite nella realtà sociale, culturale ed ecclesiale di Augusta. L’abito, oltre a costituire  la divisa ufficiale di queste realtà associative, aveva un preciso scopo di identificazione. La confraternita essendo il riferimento sociale per la categoria di appartenenza e dispensatrice di solidarietà e munificenza, diveniva lo strumento concreto della provvidenza di Dio.

La ricerca storica ha messo in luce aspetti significativi della tradizione. Se un confrate non poteva più garantire l’assistenza familiare per anzianità o malattia, era la confraternita e, quindi, la comunità, a farsi carico delle esigenze materiali. L’atto concreto di generosità ed elemosina veniva garantito dai membri della confraternita che operavano a viso coperto senza farsi riconoscere; sicché, il beneficiato non doveva essere riconoscente al singolo ma alla generosità della confraternita. Il cappuccio abbassato non era quindi un elemento di folklore ma l’impegno dei singoli ad essere generosi senza mai doversi aspettare riconoscenze a titolo personale.

 

 

 

Significativo al rigardo l’attuazione del passo del Vangelo di Matteo capitolo 6, versetti 2, 3 e 4::

"Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".
Ecco l’importanza dell’abito che – accuratamente studiato e valorizzato – può trasmettere un messaggio concreto anche ai nostri giorni. Non un recupero di vuote tradizioni ma occasione per proporre alle nuove generazioni segni concreti di solidarietà e carità cristiana nei confronti dei fratelli.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una graduale recupero degli abiti confraternali da parte della confraternita della Madonna Odigitria e di quella di S.Giuseppe.

Questi concreti segni di recupero – sostenuti da una appropriata catechesi – potranno certamente contribuire a restituire dignità e profondo significato alle secolari tradizioni della città.

 

Giuseppe Carrabino

 

 

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