Recuperare la “Tela” quaresimale

 

 

 

La notizia del ritrovamento e del restauro della ”Tela della Passione” della chiesa Madre di Melilli, pubblicata dal quotidiano LA SICILIA di giovedì 28 febbraio 2008 ha riacceso i riflettori sul grandioso dipinto un tempo custodito nella chiesa Madre di Augusta.

Il telone quaresimale, definito semplicemente “a ‘tila”,  veniva issato il Mercoledì delle Ceneri nel presbiterio della chiesa Madre e calato al “Gloria” del Sabato Santo con una funzione che vedeva protagoniste indiscusse alcune categorie di lavoratori della città. Il compito di sganciarla dalla trabeazione spettava ai mastri muratori riuniti nella Congregazione dei Santi Coronati con sede nella parrocchiale di S. Sebastiano e in particolare alla famiglia Ponzio che si tramandava il singolare privilegio; a raccoglierla velocemente come una vela erano i naviganti riuniti nella confraternita dell’Annunziata che correndo raggiungevano l’ingresso della chiesa per consegnarla ai “trasportatori di roba” riuniti nella confraternita di S. Lorenzo. A questi ultimi spettava di portarla nella piazza antistante tra il suono festoso delle campane e della banda musicale. Era questo il momento della “gioia” collettiva, della “pace” e del ritrovata serenità dopo il lungo periodo della quaresima.

Il telone era stato abolito nel 1928 e ritrovato in pessime condizioni nel 1972. In quella circostanza furono recuperati alcuni frammenti e cuciti in una nuova e grande tela delle dimensioni analoghe all’originaria. In occasione della Pasqua dello stesso anno fu esposta alla venerazione dei fedeli. Dopo il terremoto del 1990, ad iniziativa della dott.ssa Carmela Vella, oggi Dirigente della Sezione per i Beni Storico-artistici della Sovrintendenza di Siracusa – fu trasferita e posta in deposito tra i reperti del Museo Civico custoditi nei magazzini della Marina Militare. Da allora si è persa ogni traccia.

Si auspica pertanto un immediato sopralluogo per verificare lo stato della “Tela” e le condizioni dei locali che la ospitano.

Si chiede infine alla Sovrintendenza di programmare il recupero e il restauro del dipinto affinché possa tornare fruibile e soprattutto permettere alla comunità locale di riappropriarsi di un opera che è memoria di intere generazioni.

 

Giuseppe Carrabino

 

L’articolo è stato più volte oggetto di pubblicazione proprio per non far spegnere i riflettori su un’opera che merita di essere recuperata e valorizzata.

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