Per lustro e decoro – argenteria ed ex voto per San Giuseppe protettore di Augusta

 
  
Chiesa di San Giuseppe, particolare del bastone in argento del simulacro del Santo con emblema della famiglia Gargallo, 1774
 

La festa del patrocinio di San Giuseppe mi offre lo spunto per riprendere uno studio che ho avuto modo di pubblicare nel 2004 nell’ambito di un volume sul culto del Santo in Augusta curato in collaborazione con Angelo Patania e pubblicato con il contributo della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

Il libro si proponeva di presentare in maniera organica i vari aspetti legati alla devozione degli augustani: la costruzione della chiesa, il novenario e la festa liturgica del 19 marzo, la festa del patrocinio, i canti, le preghiere, le immagini raccolte nel corso degli anni e gli arredi custoditi in quel gioiello che è la chiesa del Santo.

Il capitolo che ho personalmente curato ha per titolo “Per lustro e decoro – argenteria ed ex voto per San Giuseppe protettore di Augusta” e riferisce dei numerosi dipinti, parati per ufficiature, suppellettili custodite dalla chiesa, oltre ad un presepe con statuine in cera di artigianato locale e il venerato simulacro del Cristo morto, in cartapesta, che all’alba del venerdì santo viene condotto per le principali vie della città. La munificenza del popolo e la fervorosa attività della Confraternita si può cogliere analizzando la preziosa suppellettile d’argento finalizzata al lustro e al decoro delle celebrazioni liturgiche e alle feste in onore del Santo Patriarca.

Tra le opere degne di nota si inserisce il medaglione d’argento, segno distintivo indossato dal Governatore della Confraternita in occasione delle cerimonie ufficiali che vedono coinvolta l’antica corporazione. Si ricordano inoltre la teca d’argento contenente la reliquia del santo titolare; un calice con lo stemma di Messina datato 1756 e la campana processionale in argento commissionata nel 1921 in occasione delle feste cinquantenarie della proclamazione di S. Giuseppe a Patrono universale della chiesa.

Di particolare interesse il raffinato ostensorio datato 1769 e le preziose argenterie che corredano il simulacro: il nimbo destinato ad ornare la testa del simulacro, la corona per il capo del Bambino e il pregevole bastone, elemento insostituibile nella tradizione iconografica del santo.

Proprio sul bastone si sono concentrate le mie ricerche che hanno prodotto un interessante contributo alla conoscenza dell’opera. Si tratta di un esemplare di elegante fattura realizzato a Messina nel 1774. Dall’indagine esperita è emerso chiaramente che lo stemma è riconducibile alla nobile famiglia Gargallo di Castellentini che nel 1727 acquisì il feudo di Priolo, già in territorio di Augusta. Lo stemma è sovrapposto alla croce di Malta, simbolo questo che allude all’appartenenza della famiglia all’Ordine dei Cavalieri gerosolimitani. L’arma, inserita all’interno di un cartiglio con le estremità arrotondate, è suddivisa in due campi, nel primo sono raffigurate tre stelle, due in capo e una in punta alla bordura; nel secondo il gallo con la zampa destra alzata.

Non conosciamo, allo stato attuale, le motivazioni che abbiano determinato la donazione di quest’opera alla chiesa di San Giuseppe in Augusta, edificata da una categoria di artigiani che non aveva alcuna attinenza con gli interessi della classe nobiliare.  

Come si spiega, quindi, la committenza di questo pregevole manufatto ? Quali sono i motivi che hanno indotto la famiglia Gargallo ad ornare il simulacro del santo protettore di Augusta ?

Il tentativo di dare una risposta a tali quesiti mi ha condotto a diverse considerazioni e ipotesi. Nel libro ho avuto modo di raccogliere molti elementi storici frutto delle ricerche esperite presso diversi archivi e grazie anche ai suggerimenti del prof. Mignosa di Priolo e del marchese Filippo Gargallo di Castel Lentini.

Senza dubbio l’opera custodita nella chiesa di S. Giuseppe merita di essere conosciuta e opportunamente valorizzata, anche se è auspicabile un accurato restauro conservativo per assicurare al manufatto un’adeguata leggibilità.

 

Giuseppe Carrabino

 

Per ulteriori approfondimenti si suggerisce la consultazione del libro Il culto di San Giuseppe nella fede, nell’arte e nella tradizione di Augusta, coautori Giuseppe Carrabino – Angelo Patania – edizioni Kalos onlus Augusta 2004

 

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