LA PRODIGIOSA APPARIZIONE DI SAN DOMENICO IL 24 MAGGIO 1594

Michele Spinali, 24 maggio 1594: S.Domenico libera Augusta dalle armate ottomane

 

La descrizione dei dipinti della tradizione domenicana di Augusta continua oggi con l’episodio fondante della tradizione stessa: la liberazione della città dai turchi per intercessione di S.Domenico.

Dal punto di vista storico, tutto il XVI secolo vede Augusta – al pari di altre città costiere del Mediterraneo – costretta a subire reiterate incursioni e saccheggi da parte di corsari e pirati turchi.

In questo particolare periodo storico si rafforza la devozione degli augustani nei confronti di S.Domenico, venerato già quale Santo taumaturgo e potente intercessore.

La città era già stata duramente colpita durante l’invasione del 1551 quando molte abitazioni, chiese e immagini sacre erano state date alle fiamme "perfino le colonne del convento furono smontate e riutlizzate per edificare il palazzo del sultano".

Ma ciò che è ricordato da generazioni di augustani come "il miracolo di S.Domenico" è certamente l’episodio del 24 maggio 1594 quando S.Dmenico appare in difesa della città su un cavallo bianco e con una spada sguainata. Al veder questo cavaliere avvolto da una luce abbagliante i turchi si diedero alla fuga abbandonando la città. Una variante della tradizione vuole che due capi turchi, appreso che l’immagine della loro visione era il Santo fondatore dell’Ordine dei Predicatori, si convertirono al cristianesimo, vestendo l’abito dei frati e rimase nel convento di Augusta. Le loro effigi furono poi dipinte sulle pareti dell’atrio del Convento e vi rimasero fino al periodo di soppressione degli ordini religiosi, da allora si è persa ogni traccia.

Mi piace riportare l’episodio della liberazione della città così come viene descritto da Onofrio Vita:

"Il barbaro turco approfittando di notte tempo, quando ognuno dei nostri abitatori era sepolto nel cupo letargo del sonno, cercava di dare il sacco alla nostra città quando ad un barbaro comparve assiso su un bianco destriero, il Santo Patriarca Domenico che a sciolta carriera e con forbita spada nelle mani, mettea in fuga il barbaro invasore, trattandolo con severissime minacce. Da allora il Padre S.Domenico fu universalmente da tutti della città ricevuto come principal Tutelare, adrone et Avvocato appreso il Tribunale del Signor’Iddio, e consecratoli il suddetto dì 24 di Maggio in segno di gratitudine, et in raccordanza di quel glorioso avvenimento, che questa città ricevè da Iddio Nostro Signore per mezzo del liberatore Domenico Santo".

Il tema iconografico di S.Domenico liberatore di Augusta che appare a cavallo con la spada ha ispirato nel tempo numerosi artisti. La nostra città custodisce alcuni dipinti risalenti  al XVIII secolo, oltre a numerose stampe e incisioni che raffigurano il Santo e la città con le sue emegenze architettoniche di rilievo.

La tela realizzata da Michele Spinali mette in evidenza una località ben definita del territorio di Augusta. Si tratta di una ambientazione dell’apparizione a Monte Serpaolo e, in primo piano, il cosidetto CAPO SBARCATORE DEI TURCHI, cosi denominato anche nella toponomastica ufficiale. 

 

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