LE CORSE DEI CAVALLI E GLI ANTICHI CORTEI DELLA FESTA

 
Michele Spinali, Le corse dei cavalli in via Principe Umberto
 
 
Una delle tradizioni strettamente connesse alla festa del S.Patrono era la corsa dei cavalli che aveva lo scopo di rammentare l’episodio dell’apparizione del Santo a difesa della città. Anticamente, durante i tre giorni che precedevano la solennità del patrocinio si svolgevano “le cavalcate de’ massari, de’ chierici, de gentilomini con mascherate, apparti scenici, mortaretti e spari a salve de’castelli di mare e di terra”.

I cronisti e autori di memorie patrie hanno lasciato suggestive pagine delle cavalcate e rievocazioni proposte nel corso dei secoli. La più antica descrizione è quella relativa al fastoso corteo a cavallo delle massime autorità cittadine precedute dal Sindaco che si recavano dal palazzo senatorio nella chiesa di S.Domenico per consegnare al priore l’antico guidone con l’immagine del Santo ricamata in seta e oro. Questo cerimoniale dava inizio il 15 maggio alla festa laica e religiosa. O sfarzo delle celebrazioni raggiunse l’apice nel ‘700 con apparati scenici, rappresentazioni teatrali con comparse e musici. Memorabile la descrizione del gran corteo preceduto da dodici cavalieri che rappresentavano i segni zodiacali, il carro (metafora della Chiesa) su cui sedevano Gesù, S.Pietro al timone e i dodici apostoli.

Nel 1738, in occasione delle nozze del re Carlo III di Borbone con la Principessa Maria Emilia d’Austria, si svolsero ben cinque corse di cavalli in notturna con la presenza di cavalli e mule di possidenti di tutta la Sicilia.

Le corse dei cavalli si svolgevano lungo via Principe Umberto e coinvolgevano tutta la cittadinanza in una gara di incitazione e coinvolgimento che culminava nell’attesa e nella successiva partecipazione alle processioni della reliquia e del simulacro del Santo.

Tranne alcune parentesi di sospensione durante il secondo conflitto mondiale, le corse hanno sempre rappresentato un punto fermo del programma dei festeggiamenti. Le ultime corse si sono svolte il 23 e 24 maggio 1971, poi la fine. Nel 1995 sono state riprese per tre anni con la nuova denominazione di “Palio delle Confraternite”. Ogni cavallo era abbinato ad una delle otto confraternite di Augusta e, al vincitore, veniva attribuito il “palio” costituito da un vessillo raffigurante i simboli della tradizione domenicana. Il "palio" è stato dipinto da Michele Spinali.

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